Tramandare
un pezzo di storia alle nuove generazioni , raccontare
eventi per certi versi poco conosciuti, è un dovere
morale nei confronti di chi ha perso la vita nel nostro
territorio, siano essi invasori, alleati e sopratutto
civili.
Documenti, immagini,
testimonianze dal periodo fascista allo sbarco alleato
in Sicilia.
Eventi drammatici per la popolazione
civile, divenuta anch’essa obiettivo strategico della
tattica dei bombardamenti a tappeto attuata dagli
Alleati. Sono i giorni delle città e dei piccoli paesi
rasi al suolo, della disperazione.
Regalbuto, per antonomasia venne chiamata: "La
piccola Stalingrado" basti pensare che in un
solo giorno vi furono circa 23 incursioni aeree.
Per questa ragione, quando i soldati dell’esercito
invasore giunsero nei centri abitati, l’accoglienza da
parte della popolazione civile non fu proprio festosa. Quei soldati, accolti con applausi e ovazioni,
rappresentavano la fine della guerra nell’isola, la fine
dei bombardamenti e delle drammatiche conseguenze che in
tanti mesi avevano causato. Ma rappresentarono soprattutto
la fine della fame. I siciliani chiamarono quei soldati
liberatori, dal fascismo certamente, ma ancor di più
dalle sofferenze, dagli stenti. Basti pensare che la
razione di pane durante la guerra era di 50 grammi a
persona al giorno.
Se siamo disposti a ricordare,
qualcuno si ricorderà di noi.
.:: La Trincea Della Memoria ::.
di Vito Cardaci