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Quando il Lockdown provoca la bellezza interiore

2020-06-19 21:52

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Quando il Lockdown provoca la bellezza interiore

Il mio Lockdown è stato un crescendo di emozioni, per fortuna quasi mai dolorose. Nel silenzio della notte mi sono finalmente riconciliato con la musi

Il mio Lockdown è stato un crescendo di emozioni, per fortuna quasi mai dolorose. Nel silenzio della notte mi sono finalmente riconciliato con la musica.  Quello tra me e la musica è stato il più doloroso dei divorzi che ho dovuto affrontare.  La mia, è stata una vita segnata dalle separazioni. Quello che tutto sembrava in ordine, un'ora dopo era un casino monumentale.  La solitudine è diventata una costante, a tratti complice. "La solitudine è una realtà gratificante, a condizione che non diventi abitudine".  Parentesi chiusa, tanto per cambiare.  Fare musica in questa fase della vita è quasi come masturbarsi, non è un discorso egoistico. L'autoerotismo di solito ti porta a fare viaggi e raggiungere persone che non hai mai raggiunto, libero di fare tutto e il contrario di tutto.(Spero che non legga nessuna delle mi ex ) 

 

 



CARA - Lucio Dalla  - La canzone s'intitolava originariamente "dialettica dell'immaginario"... Pensando a questo titolo risulta più facile comprenderne il significato. Esistono tanti pensieri confusi nella mente di un uomo, il quale dapprima scherza con una ragazza molto più giovane facendo valere il fascino della propria età e con intenzioni non troppo edificanti (..."volevo prenderti per mano e cascare dentro a un letto") poi capisce che potrebbe rimanere coinvolto ("debbo stare attento a non cadere nel vino o finir dentro ai tuoi occhi se mi vieni più vicino) ed inizia ad esserlo ("che pena, che nostalgia non guardarti negli occhi e dirti un'altra bugia"), infine rimane imbrigliato nella sua stessa rete, mentre la giovane ragazza vola spensierata come una farfalla o mangia il gelato mentre lui "sta morendo". Dopo uno slancio d'orgoglio nel quale afferma di non aver approfittato del proprio ascendente quando avrebbe potuto ("ricorda che a quel muro t'avrei potuta inchiodare se non fossi uscito fuori per provare anch'io a volare"), teneramente afferma di non poter fermare le lacrime ridendo e si commisera "raccontandosi" di aver avuto da subito intenzioni serie ("per uno come me, poveretto, che voleva prenderti per mano...e volare sopra un tetto", mentre nella strofa precedente voleva solo cascare dentro a un letto). Quindi paragona tutto ad un sogno, probabilmente lo ha davvero vissuto così travolto dagli eventi, e mette a riposo la sua anima. La mia interpretazione è questa, anche se magari è completamente sbagliata  


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